​Domenica pomeriggio, nella nostra Biblioteca Comunale, ci siamo ritrovati per inaugurare la quarta edizione della rassegna “Un Autunno da Sfogliare”. Un avvio speciale, introdotto dalle immagini suggestive del trailer sulla guerra di Troia e dai saluti istituzionali, che ha subito acceso la curiosità del pubblico presente in sala. ​Il cuore del pomeriggio è stato l’incontro con Ester Cesile e il suo romanzo d’esordio, Io, Elena di Sparta. Cantautrice, con una laurea in lettere e fresca del traguardo della sua seconda laurea in filosofia conseguita proprio il giorno prima — a cui sono andati i nostri calorosi applausi —, Ester ci ha guidato in un percorso di profonda riflessione letteraria e umana.

Il dialogo si è snodato attraverso un’alternanza di letture intense e domande che hanno toccato i nodi centrali del libro. Abbiamo iniziato chiedendoci come una giovane autrice abbia scelto di misurarsi con archetipi così universali: Ester ci ha raccontato la spinta a confrontarsi con una figura così ingombrante, spiegando quanto sia stato complesso smontare la patina dello stereotipo omerico per restituire a Elena una dimensione polifonica e autentica.

​La bellezza di Elena, da sempre considerata il motore della catastrofe e la colpa originaria, nel romanzo si svela nella sua ambivalenza: non solo una condanna, ma il peso di un’immagine costruita dagli altri rispetto a ciò che lei desidera realmente.

​La discussione è poi entrata nel vivo dei personaggi e dei grandi temi che attraversano l’opera:

​Il perdono di Menelao: abbiamo esplorato la profonda ambivalenza di questo gesto, chiedendoci se nasca dalla rimozione del passato o da una sua complessa e faticosa accettazione.

​Il tradimento: affrontato come il trait d’union di tutto il libro, capace di implicare contemporaneamente l’amore e la sua negazione, specchio di dinamiche tanto antiche quanto profondamente contemporanee.

​La fragilità degli eroi: un passaggio intenso dedicato al dolore e alla compassione che accomunano vincitori e vinti, offrendo al lettore contemporaneo un messaggio di profonda umanità sulla libertà e sul desiderio.

​Non è mancato uno sguardo alla pluralità dei linguaggi espressivi di Ester, dividendosi tra la scrittura in prosa di un romanzo e la composizione musicale di una canzone, per poi chiudere con uno sguardo al futuro e ai suoi prossimi progetti editoriali.