Ci sono giornate in cui una piazza smette di essere un semplice luogo di passaggio per diventare il cuore pulsante di una comunità che si ritrova. È esattamente la magia che abbiamo respirato ieri in Piazza Risorgimento, grazie all’incontro speciale tra il Caffè Letterario Spazio Cultura e la maestria della compagnia teatrale Fantacadabra.

​Tutto è cominciato nel pomeriggio, sotto la luce dorata di fine estate, quando piazza Risorgimento si è animata dei suoni e dei colori dei giochi di cortile di una volta. È stato emozionante vedere generazioni diverse intrecciarsi naturalmente: i bambini affascinati dalla concentrazione del Subbuteo, le risate attorno al Forza 4 gigante, la pazienza della pesca e il coraggio di chi ha voluto sfidare l’altezza sui trampoli. Quei passatempi semplici e autentici hanno riacceso la gioia pura della condivisione all’aria aperta, preparando gli animi all’avventura della sera.

​Al calar del sole, lo spazio si è fatto intimo e raccolto per accogliere “La Favola dell’amicizia - Il viaggio dell’anatra zoppa e del gallo cieco”, uno spettacolo nato dall’ideazione e regia di Mario Fracassi. Prima ancora che le luci di scena prendessero vita, un filo sottile ha legato la platea al palco: ogni bambino ha affidato a un pezzetto di carta un desiderio segreto. Un gesto delicato che si è rivelato un’intuizione poetica formidabile, capace di custodire una dolce attesa fino all’ultimo atto.

​Sul palco, Santo Cicco e Laura Tiberi hanno compiuto un piccolo miracolo teatrale. Con una presenza scenica straordinaria e una caratterizzazione impeccabile, hanno dato anima a due creature indimenticabili: un’anatra spaventata dal mondo e un gallo cieco ma ostinato, decisi a cercare il luogo dove ogni sogno si avvera. Ad accompagnare i loro passi, un po’ lenti e un po’ travolgenti, sono state le musiche e le canzoni originali di Paolo Capodacqua, eseguite dal vivo con rara sensibilità da Roberto Mascioletti.

​La scenografia e i costumi ideati da Gianni Colangelo hanno dimostrato il fascino ineguagliabile dell’essenzialità teatrale. Pochissimi elementi di scena si sono trasformati più volte davanti ai nostri occhi: uno stagno silenzioso è diventato una foresta buia, poi la montagna più alta e infine una porta gigantesca. E quando sul finale quei desideri raccolti tra il pubblico sono entrati a far parte della storia, l’emozione si è sciolta in un applauso lungo e sincero, ricordandoci che il tesoro più prezioso non è una meta lontana, ma la cura e l’amicizia che impariamo a donare lungo il cammino.

​Il successo di questa giornata lascia una scia di profonda gratitudine. Ringraziamo con tutto il cuore l’Amministrazione Comunale per la costante vicinanza, Colvinio per la corrente Edoardo per il supporto tecnico, e il nostro meraviglioso pubblico, la cui presenza appassionata continua a dare senso e vita a ogni nostra proposta culturale.