Ditemi la verità: sapete perché ogni anno, l’ultimo sabato di agosto, il nostro paese si riempie all’improvviso di centinaia di moto rombanti? Le strade si animano, i caschi brillano al sole e sembra quasi una festa dei motori.
Ma… sapete qual è il vero motivo?
Tutti pensano che sia unicamente per i grandi festeggiamenti in onore di San Rocco, di Maria SS. Assunta e della nostra amata Santa Maria Goretti.
La verità è che quelle moto sono lì per una missione speciale: fanno da scorta d’onore rumorosa e festosa per accogliere la reliquia di una giovane Santa che arriva da lontano, dalle Marche, dal paese di Corinaldo!
E sapete chi ha fatto in modo che tutto questo esistesse proprio nel nostro paese? Oggi vi racconto una storia pazzesca che risale agli anni Cinquanta. Io me la ricordo bene, perché come sapete a quel tempo ero silenzioso e immobile nella pietra del nostro antico Portale, con gli occhi ben aperti su San Benedetto dei Marsi. E fu allora che io conobbi lui: Giovanni Di Genova, che tutti in paese chiamavano affettuosamente Ciuffelitte. Giovanni era un uomo semplice, un contadino con le mani ruvide per il lavoro ma con un cuore grande. E che cosa gli accadde una notte? Fece un sogno, ma non un sogno qualunque.

Gli apparve una bambina dagli occhi dolci che gli stringeva la mano e gli sussurrava una richiesta speciale: “Costruiscimi una casa qui, edifica un santuario dove la gente possa pregare e trovare pace”. Io, dalla mia nicchia di pietra, sentivo Giovanni che si rigirava nel letto fino alla mattina presto, con quel sogno ancora stampato negli occhi. Avrebbe potuto dire: “Ma chi sono io per fare una chiesa? Sono solo un umile contadino”. Invece no. Giovanni ci credette con tutto se stesso. Egli non sapeva chi fosse la bambina e quando raccontò l’accaduto in paese la maggior parte delle persone non gli credette ed alcuni iniziarono anche a dissuaderlo e prenderlo in giro.
Ma chi era veramente quella bambina? Iniziò una ricerca con ogni mezzo a sua disposizione fin quando il mistero fu rivelato a Giovanni niente meno che da Padre Pio in persona, un frate francescano poi divenuto anch’egli un Santo, che gli disse: la bambina era Maria Goretti, una giovane coraggiosa che ha scelto di perdonare. E allora Giovanni finalmente aveva una meta, il suo viaggio poteva continuare. Lo ricordo mentre preparava la sua borsa, pronto a mettersi in viaggio, con un motorino, fino alle lontane terre di Nettuno, nel Lazio, per incontrare la famiglia di Marietta, sua mamma e i suoi fratelli. Al suo ritorno portò con sè una piccola statua di Maria Goretti, che ancora oggi è custodita nella nostra sagrestia.

Negli anni successivi lo rivedo mentre bussava alle porte di San Benedetto e dei paesi vicini insieme ai pochi amici che avevano scelto di aiutarlo, raccogliendo ogni singola offerta con una pazienza infinita, giorno dopo giorno, sorriso dopo sorriso per realizzare il sogno della giovane Santa. Grazie alla cocciutaggine buona di Giovanni, quella chiesetta nacque davvero e il giorno della sua inaugurazione fu invitata anche la famiglia di Marietta e ci fu una grande festa a San Benedetto dei Marsi. I fratelli e le sorelle di Marietta da quel momento vennero a San Benedetto tutti gli anni in occasione della festa e quella chiesetta di legno è diventata nel tempo il Santuario che oggi tutti noi conosciamo grazie all’intervento del nostro sacerdote don Francesco. è da lì che ogni estate partono i motociclisti a far rombare i motori in festa per accogliere la reliquia della Santa … ma come ha origine la tradizione delle moto?
Abbiamo già detto che la reliquia di Santa Maria Goretti arrivava da Corinaldo e prima di giungere qui doveva passare per Pescina, in quegli anni il sacerdote era don Domenico il quale, senza telefono e senza smartphone, per sapere il momento esatto in cui far uscire la processione che andava ad accogliere la Santa, mandava sempre dei bambini in bicicletta ad aspettare finché la reliquia non arrivasse alla Corda, così che tornando di corsa indietro lo avvisassero quando poter partire.
Negli anni le biciclette aumentarono, poi diventarono motorette, finché non siamo giunti al maestoso corteo che vediamo oggi: il rumore e le sgasate delle moto sono il modo dei partecipanti di applaudire ed accogliere con entusiasmo e fede la giovane Marietta.

Dovete sapere che io porto dentro di me la stessa pietra, la stessa terra e la stessa memoria del sogno di Giovanni. Una storia di coraggio, di preghiera e di desideri che, se ci credi davvero, possono persino diventare realtà.
Ma sapete qual è la parte più bella? è che questa non è una storia vecchia che appartiene solo ai libri. È una tradizione che vive ancora oggi, tra le nostre strade, e che appartiene a tutti noi, nel 2003 l’attrice Martina Pinto, che ha interpretato Santa Maria Goretti in un film per la Rai, è venuta in visita nel nostro paese ed ha festeggiato qui con noi i suoi 14 anni.
Nel 2012 San Benedetto dei Marsi ha ospitato per alcuni giorni il corpo di Santa Maria Goretti, con una festa grandissima che ha coinvolto l’intera comunità.
La famiglia di Giovanni in occasione del sabato della festa ha ancora oggi delle proprie tradizioni che porta avanti negli anni con discrezione.

Prepara la chiesetta, si preoccupa di sistemare tutti gli oggetti come se fosse un vero e proprio rituale e lo fa insieme alla nostra amica Patrizia che fin da piccolina con i suoi cari addobba la statua prima della processione. Se capitate dalle parti del Santuario durante l’allestimento della statua, loro vi racconteranno con piacere la storia di papone Giuannine e di come ha origine questa nostra bellissima tradizione.






